E’ in fase di approvazione la bozza inerente alla Manovra 2019, che ha trattato temi importanti anche nell’ambito degli incentivi per le aziende e dei Bonus assunzione. E prevista proroga di 2 anni del bonus assunzioni per le imprese che decidano di assumere giovani under 35 al Sud e sul totale esonero contributivo riservato a chi invece si affiderà a neolaureati e dottori di ricerca per far crescere la produttività aziendale.

E’ in previsione uno stanziamento per un fondo pari a 7 miliardi annui da impiegare nell’ambito delle azioni relative ai quota 100 e ai contratti lavorativi per i disoccupati giovani e meno giovani.

Allarme giovanile, Bonus assunzioni 2019 al Sud e sgravi contributivi

Gli ultimi dati raccolti parlano di una situazione a dir poco allarmante. Ben 2 milioni di giovani italiani, in particolare nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni, risultano privi di impiego e non si interessano neanche allo studio. L’attuale Governo ha deciso perciò di correre ai ripari e di affrontare il problema incentivando le aziende ad assumere rapidamente.

Il testo della Legge di bilancio per l’anno 2019 prevede una proroga del cosiddetto “Bonus Sud”. Lo stanziamento sarà di 500 milioni per incoraggiare gli imprenditori di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia nel procedere all’assunzione di giovani con contratti a tempo indeterminato. Queste misure prevedono infatti per le aziende, nel biennio 2019-20, importanti sgravi fiscali nel caso decidano di assumere:

– lavoratori fino ai 34 anni di età

– lavoratori che abbiano già compiuto 35 anni ma che risultino privi di impiego da almeno 6 mesi.

Bonus assunzioni 2019: Cifre e normative

La bozza relativa alla Manovra 2019 anticipa persino il decreto ANPAL e illustra come gli incentivi relativi ai Bonus Occupazione siano inoltre cumulabili con gli sgravi associati al Decreto Dignità. Quest’ultimo si riferisce in particolare alla norma che dal gennaio 2019 consentirà ai datori di lavoro di ottenere una riduzione per 3 anni del 50% dei contributi previdenziali, fino a un massimo di 3000 euro nei 12 mesi. L’esenzione annua totale, inquadrata nel rispetto del “de minimis” europeo, non potrà superare gli 8.060 euro.

Assunzione di neolaureati e dottori di ricerca

All’interno della bozza si tratta anche l’argomento relativo alle “giovani eccellenze” italiane. Nello specifico il discorso riguarda chi, tra gennaio 2018 e giugno 2019:

– abbia conseguito, entro la durata legale del corso, una laurea magistrale con votazione 110 e lode (giovani fino ai 29 anni)

– abbia conseguito un dottorato di ricerca (giovani fino ai 33 anni)

L’offerta di un contratto a tempo indeterminato a tali figure professionali porta al datore di lavoro un esonero totale annuo, nell’ambito del pagamento dei contributi previdenziali, fino a 8.000 euro per singolo assunto.

Le casse dello Stato contribuiscono a tale sgravio fiscale stanziando per il 2019 e il 2020 ben 35 milioni di euro annui.

Quota 100 e inserimento dei giovani nel mondo del lavoro

Le operazioni descritte mirano ad un rinnovamento generale della forza lavoro nazionale, intervenendo sulla riforma delle pensioni e costruendo di fatto opportunità per i giovani in cerca di impiego. La neonata “Quota 100” vuole infatti consentire agli aventi diritto di andare in pensione in modo anticipato, offrendo la possibilità ai disoccupati di accedere alle posizioni lavorative rese disponibili. Tutto ciò si associa ai bonus per le aziende e agli altri incentivi che, secondo le previsioni del Governo, dovrebbero risollevare le sorti di un’intera generazione di giovani italiani.

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