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Sempre più aziende investono sul capitale umano, numeri in crescita dal 2015: oggi si punta sulla FAD, 2021 all’insegna del blended”

Formazione in crescita, ecco i dati Istat e le previsioni più recenti

La quantità di risorse che investono le imprese italiane nella formazione è in crescita: lo rivela l’ultima indagine Istat, risalente al 2017, che, rapportando i dati raccolti nel 2015 a quelli del 2010 e del 2005, mette in evidenza l’incremento nell’investimento delle aziende sul capitale umano. Nel 2015, infatti, il 60,2% delle aziende italiane, con almeno dieci addetti, ha svolto attività di formazione professionale, facendo registrare un più 5% nel confronto con il quinquennio precedente.

Quasi 3 milioni di lavoratori, per un totale di 80 milioni di ore e circa 21 ore di media per partecipante, hanno preso parte a corsi di formazione, concentrati soprattutto nell’area ambiente-sicurezza sul lavoro, promossi, in particolar modo, nelle grandi imprese (da 250 addetti a salire) che costituiscono il 90% del totale attivo in questo campo. In merito alla scelta e all’importanza delle competenze professionali, il 41,3% delle imprese ha indicato, come elemento cruciale per l’evoluzione dell’attività, l’accrescimento delle conoscenze di tipo tecnico-operativo maggiormente connesse con il core business aziendale, seguite dalle capacità relazionali (39,7%) e dal lavoro in team (31,6%).

Le competenze più tecniche relative all’informatica professionale sono fortemente indicate dalle imprese nel settore delle telecomunicazioni (62,7%), anche se, considerando gli ultimi sviluppi e la grande necessità di acquisire competenze in ambito tecnologico, questo dato è destinato ad aumentare in maniera esponenziale. Quanto alle modalità di apprendimento, il training on the job, ovvero la formazione in situazione di lavoro, raddoppia, arrivando al 46,6%, nel 2015; mentre la partecipazione a convegni e seminari cresce, in 5 anni, dal 26,0% al 44,4%.

Un aumento importante, però, destinato a far registrare un dato ancora più positivo nell’analisi Istat relativa a questo 2020 e ancora in fase di elaborazione, è nell’autoapprendimento mediante formazione a distanza (FAD), che già nel passaggio dal 2010 al 2015 è salito dal 6,4% al 20,5%. Le lezioni online sono state una scelta obbligata per l’apprendimento in tempi di lockdown.

Per le imprese, il distanziamento sociale è stata l’occasione per aprire nuovi scenari sulla formazione: l’e-learning si è fatto largo, tanto che il 40% continuerà a puntare sull’online e sul digitale nel corso del 2020. Come sottolineato dalla survey “Decoding the Future of Learning: Post Lockdown”, condotta dal gruppo francese Cegos, coinvolgendo circa 400 persone che lavorano nell’area Risorse Umane e Formazione, 4 realtà su 10 continueranno a puntare proprio sui due aspetti citati. Guardando invece più in là, al 2021, il 59% dei casi privilegerà un approccio blended, un apprendimento misto che combinerà il metodo tradizionale in aula con le attività a distanza, con l’obiettivo di potenziare soprattutto le competenze utili alle sfide del nuovo scenario che si sta, man mano, delineando.

Gli interventi formativi in azienda tra metodi tradizionali, moderni e blended. Perché scegliere l’approccio misto

In principio era il modello 70:20:10, un metodo di apprendimento ideato negli anni Ottanta e messo a punto negli anni Novanta dal Center Creative Leadership, basato sui risultati di un’intervista a 200 manager, che dichiaravano come la formazione efficace provenisse da tre fonti differenti: esperienza diretta sul posto di lavoro (70%); momenti di formazione strutturati ovvero derivanti dall’apprendimento formale (20%); interazione con gli altri o apprendimento sociale (10%).

Oggi, le metodologie di intervento formativo che si possono mettere in campo sono tra le più varie: si va dalla classica lezione frontale in aula, alle esercitazioni, ai lavori di gruppo, all’outdoor training, all’aula virtuale, ai corsi in autoformazione, ai corsi in e-learning fino ad arrivare ad approcci formativi misti che, seppur apparentemente distanti, coniugano perfettamente la formazione online, con cui gli utenti effettuano il processo formativo in maniera per lo più autonoma, e la formazione in presenza, erogata in tempo reale. La formazione blended incorpora, dunque, due aspetti decisivi, mettendo insieme due approcci formativi che si completano a vicenda, caratterizzati dalla comune erogazione di tipo push, con cui gli istruttori preparano e destinano agli utenti contenuti inseriti in un percorso strutturato. È una metodologia ibrida, che, considerata in chiave moderna, segue tre principi chiave: corsi tradizionali, atteso che la formazione in aula può rafforzare l’efficacia dei materiali formativi, grazie alla possibilità di mettere in pratica le competenze necessarie in un ambiente più strutturato e organizzato; integrazione con corsi online, in quanto l’e-learning consente ai trainer di riutilizzare i contenuti attraverso una varietà di corsi già esistenti, rendendoli accessibili velocemente, in qualunque luogo e in qualsiasi momento; infine, attività interattive e social learning, per cui gli utenti condividerebbero le informazioni, lavorando direttamente con gli altri in un ambiente collaborativo e social e generando un’esperienza di apprendimento notevolmente più ricca. I benefici per le aziende risultano notevoli sotto diversi aspetti: sul piano economico, si riducono i costi dei corsi in aula, così come spese di viaggio e alloggio; sul piano dell’efficacia, i dipendenti/utenti possono accedere ai contenuti formativi in qualsiasi momento e apprendere in base al proprio ritmo, con la possibilità di completare i corsi online, mentre gli istruttori hanno l’opportunità di dedicare più tempo al test del livello di comprensione in aula; sul piano dell’applicazione reale di quanto appreso, considerando anche il terzo punto sulla condivisione e collaborazione in ambito social, l’interazione online e offline stimola e facilita gli utenti nel percepire i concetti in modo più efficace, ottenendo feedback dagli istruttori e sfruttando un ambiente che supporta l’impegno e il coinvolgimento.

Noi di Magistra, leader nella formazione aziendale da oltre venti anni, con la nostra offerta formativa, la nostra innovativa piattaforma FAD per l’apprendimento a distanza, le conoscenze e le strategie messe a punto dai nostri consulenti, possiamo garantire alla TUA azienda un percorso di crescita, valutando vantaggi e rischi di questi importanti processi. Con un programma strategico di formazione aziendale, personalizzato e dedicato, frutto del lavoro dei nostri esperti, sarà possibile implementare formazione formale, social ed esperienziale per stabilire come meglio investire sul capitale umano, migliorare notevolmente le performances dei TUOI collaboratori e incrementare, di conseguenza, la competitività della TUA impresa.

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